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OrangeFiber, il tessuto sostenibile alla conquista di Wall Street

Normalmente, dietro un’idea di successo c’è sempre qualche equilibrio da gestire, che spesso è un compromesso tra aspetti positivi e negativi. Ciò che invece colpisce di OrangeFiber è che – come dire – tutto positivo. O meglio, c’è tutto ciò che ci può essere di positivo: energia, creatività, sostenibilità sociale, opportunità di occupazione e di sviluppo per il territorio, e – last but not least – la prospettiva di profitti molto interessanti. A creare OrangeFiber non potevano che essere due donne del sud: Adriana Santonocito e Enrica Arena. La loro idea è semplice: riutilizzare le scorie del…

OrangeFiber, il tessuto sostenibile alla conquista di Wall Street

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Normalmente, dietro un’idea di successo c’è sempre qualche equilibrio da gestire, che spesso è un compromesso tra aspetti positivi e negativi.

Ciò che invece colpisce di OrangeFiber è che – come dire – tutto positivo. O meglio, c’è tutto ciò che ci può essere di positivo: energia, creatività, sostenibilità sociale, opportunità di occupazione e di sviluppo per il territorio, e – last but not least – la prospettiva di profitti molto interessanti.

A creare OrangeFiber non potevano che essere due donne del sud: Adriana Santonocito e Enrica Arena. La loro idea è semplice: riutilizzare le scorie del processo di trasformazione industriale degli agrumi per creare un tessuto biodegradabile utile sia per “collezioni di moda sostenibili” sia come crema cosmetica che rilascia vitamine.

Lo so, dovete rileggere il paragrafo precedente per crederci fino in fondo. Ma di sicuro ci hanno creduto negli Stati Uniti quando Enrica, una delle due wonder women in questione, ha presentato OrangeFiber nientemeno che al Palazzo di Vetro dell’ONU nel cuore di New York, dove era in corso la rassegna ItaliaCamp.

“Per me, che ho studiato Cooperazione Internazionale e lavorato con UNDP al Cairo – racconta Enrica – poter parlare del mio progetto di imprenditoria sostenibile proprio in questa sede è la dimostrazione che quando ci si impegna con dedizione e passione, nessun obiettivo ci è precluso.”

La performance di Enrica presso la sede delle Nazioni Unite è stata solo una delle tappe di una frenetica quattro giorni che ha portato OrangeFiber, insieme ad altre startup in rappresentanza della giovane imprenditoria italiana, su altri palcoscenici prestigiosi, come il trading floor della Borsa di New York e il Global Executive Seminar sull’Innovazione sociale.

“È guardando questo scenario – racconta ancora Enrica – che mi rendo realmente conto dei progressi che il nostro progetto ha fatto da quando era poco più di un’idea folle spiegata in 20 slide. Penso all’esperienza di Changemakers4EXPO e alla forma che ha saputo dare al progetto; ripenso all’incontro con Salvo Mizzi poco prima dell’inaugurazione dell’acceleratore Working Capital di Catania e la propulsione che il team dell’acceleratore ha dato alla nostra idea.”

Nel video che segue Adriana ed Enrica ci raccontano il loro sogno, come lo stanno realizzando e in che modo la loro storia può rappresentare un esempio per altri giovani animati dalla stessa passione. Non perdetelo 🙂

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