Cos’è un sitebuilder e a cosa serve

Cos’è un sitebuilder e a cosa serve

Vuoi un sito per potenziare la tua attività? Benissimo. Ma se hai intenzioni serie non procedere a casaccio: ti conviene affidarti a un buon programma.

L’installazione di WordPress non è tutto, quando metti su un website, e Giga.it potrebbe sottoscrivere tale asserzione. Infatti per sviluppare adeguatamente le tue vendite in rete ti serve un altro genere di CSM (content management system), l’online website builder.

Che fa? Come dice il nome: crea siti per Internet. Sai perché ti serve questo prezioso strumento virtuale? È concepito per la costituzione e la gestione di siti più piccoli, non dipendenti da grandi aziende o catene. E funziona. 

Quanto devi saperne di informatica?

Non tanto, in realtà. Va da sé che qualcuno provvisto di più conoscenze tecniche può muoversi più velocemente e con meno dubbi. Sia per il caricamento sia per i passi successivi, come la preparazione di un database o l’applicazione di un template. Tuttavia, nell’ambito di cui parliamo ci si muove con maggiore rapidità. 

Principali caratteristiche

Non credere che l’“utensile” in questione offra possibilità limitate. Le funzioni a disposizione permettono di essere presenti e attivi commercialmente, di ottenere visibilità e, lavorando bene (è piuttosto ovvio), di incrementare i risultati. Il segreto di tale riuscita sta nella “manovrabilità”.

Dei comandi poco chiari ti metterebbero in seria difficoltà, soprattutto se non sei pratico. Invece qui l’interfaccia è chiara, i passaggi sono intuitivi e veloci. I testi si possono inserire senza complicazioni, gli articoli sono aggiornabili con pochi clic, aggiungere video o fotografie è parecchio semplice. 

Allora cosa cambia rispetto a un comune CMS?

Come accennato, è più che altro una questione di destinazioni: i siti grossi necessitano di un CMS “classico” (l’installazione di WordPress o simili diviene obbligatoria), i più piccoli si accontentano dei website builders. Per il resto, si riscontrano prevalentemente similitudini.

Per esempio, è mantenuta la categorica divisione tra aspetti grafici e contenuti. E ciò, come puoi immaginare, non è solo utile da un punto di vista pratico (ritoccare il design non comporterà automaticamente il trasferimento dei testi), ma aiuta pure nell’indicizzazione dei motori di ricerca. 

A chi può interessare soprattutto un sitebuilder?

Oltre alla società di dimensioni medie o a conduzione familiare, possono usufruire dei servigi di un website builder le imprese start-up, anche prive di una vetrina su Internet, e poi a giornalisti freelance, bloggers e perfino ai fotografi di professione che desiderano far conoscere il proprio operato e puntare così ad aumentare la clientela.

Ovviamente, va bene pure per coloro che non hanno alle spalle alcun marchio importante e fanno tutto da soli. Rientri in una di queste “caselle”? 

Connessi o non connessi? Una classificazione

I provider, come sai, sono muniti di server, ed è su questi ultimi – quindi completamente on line – che sono eseguiti certi tipi di sitebuilders, come Jimdo oppure Weebly. Explorer o Firefox sono browser idonei a usarli. In altri frangenti, invece, si tratta di software, e in quanto tali ti tocca scaricarli sul tuo pc. Rapidweaver è uno di questi. 

I vantaggi dell’opzione on line

Beh, il primo asso nella manica di un sitebuilder on line ormai l’avrai già individuato: non c’è nulla da installare sul computer, puoi agire direttamente in rete. Sicché puoi pure inserire dati e aggiustarli in qualsiasi parte del globo ti trovi, senza contare che ciò significa che avresti facoltà perfino di collaborare con un gruppo internazionale.

Non devi aggiornarlo né preoccuparti del file transfer protocol (o FTP). Inoltre, il provider di solito fornisce pure l’hosting, e in generale non avrai bisogno di acquistare nessun altro software. Anzi, se ti può interessare, in circolazione esistono pacchetti gratuiti! Da considerare purché si disponga di una connessione costante e veloce, è evidente.

I vantaggi dell’opzione offline

Non è un’ipotesi da scartare a priori, sai? Anzitutto, un sitebuilder offline non è vincolato alla connessione, bensì al computer che utilizzi abitualmente. In secondo luogo, se devi accedere a un server FTP l’operazione diventa agevole. Infine, sei indipendente dal provider.

A quali provider rivolgersi?

Posto che il boom della creazione di siti si è avuto con l’avvento dei social networks e stabilito che le maggiori preferenze sono comunque accordate ai sitebuilders on line, i primi nomi da snocciolare sono quelli dei citati Weebly e Jimdo, anche perché più facili da applicare. Se cominci a saperne di più, puoi contemplare pure Webnode, che offre ulteriori possibilità (si presta per un sito multilingue, per dire).

Come la mettiamo con la proprietà?

I testi appartengono a te, nessun dubbio. Il provider non può accampare diritti, al punto che sei libero di spostare il tuo materiale sui altri website builders. Per le scelte grafiche – provenienti da un template messoti a disposizione, ricordalo! – intervengono altri elementi: in teoria non potresti appropriartene. Anche se magari qualcuno l’ha già fatto e ha allegramente “traslocato”…

Un website builder potrebbe aiutarti?

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