Il recupero dei rifiuti industriali

Il recupero dei rifiuti industriali

Qual è la differenza tra recupero e smaltimento dei rifiuti industriali? Il recupero si differenzia dallo smaltimento perché la destinazione finale del rifiuto nel caso dello smaltimento è la discarica, mentre quando si effettua un recupero si intende dare una nuova vita al rifiuto attraverso modi e tecniche diverse. I rifiuti industriali possono sono quasi sempre rifiuti speciali da distinguere ulteriormente in pericolosi e non pericolosi. Lo smaltimento dei rifiuti speciali a Roma è gestito da aziende private come Nieco e possono essere industriali o urbani.

Quali sono le modalità di recupero dei rifiuti industriali

Nel caso dei rifiuti industriali, le possibilità di recupero dei rifiuti possono essere:

  • Tramite incenerimento dei rifiuti in cui si recupera energia dalla combustione dei rifiuti;
  • Tramite reimpiego dei rifiuti in cui si opera una trasformazione più o meno sostanziale per dare un nuovo utilizzo;
  • Tramite il recupero dei rifiuti in cui il rifiuto viene riutilizzato senza trasformazione, ma destinato a un altro uso.

L’incenerimento dei rifiuti

L’incenerimento dei rifiuti industriali è spesso rivolto all’ottenimento di energia. Non si tratta di smaltimento ma di recupero perché il processo di incenerimento trasforma il materiale e produce energia termica da reimpiegare.

Nei casi di rifiuti che hanno componenti inquinanti , ma che possono essere recuperati tramite l’incenerimento o sono buoni per la produzione di energia – come per esempio i solventi – in fase di lavorazione, vengono sottoposti al trattamento dei fumi per renderli innocui: dopo l’incenerimento, il rifiuto passa attraverso un sistema di filtrazione che separa gli agenti inquinanti dei fumi, i quali a loro volta vengono raffreddati e resi inerti per poter essere liberati in atmosfera.

Il reimpiego dei rifiuti

Si tratta di un processo di recupero del rifiuto industriale che ne preveda il riutilizzo senza che subisca grandi o eccessive trasformazioni. Esempi di rifiuti che possono essere reimpiegati con trasformazione minima sono gli pneumatici, il vetro, l’alluminio, la carta. Per esempio, la triturazione degli pneumatici o la fusione dell’alluminio sono procedure che permettono il reimpiego del rifiuto per nuovi scopi, lasciando invariata la materia. Il reimpiego dei rifiuti – quando la tipologia di rifiuto lo consente – è la soluzione più vantaggiosa sia dal punto di vista ambientale che economica.

Il recupero dei rifiuti

Il recupero o riconversione del rifiuto speciale non prevede la trasformazione, ma il suo riutilizzo in un altro impiego. Per esempio, si possono recuperare i metalli attraverso i bagni esausti dell’industria galvanica; infatti, sia i metalli preziosi che non preziosi possono essere facilmente recuperati con l’utilizzo di una soluzione galvanica. Anche gli acidi e le basi dell’industria chimica possono essere recuperati attraverso la filtrazione e separati dall’elemento inquinante per essere riutilizzati. A volte è necessario correggerne la formula, prima del reintegro.

Dalle attività di recupero dei rifiuti speciali si producono i cosiddetti MPS, ovvero le materie prime seconde; questa dicitura si riferisce a tutti quei materiali derivanti dalle fasi di recupero di rifiuti speciali ma che non richiedono ulteriori trattamenti per il loro reimpiego, nell’industria o altrove.