Il TFR appartiene ai lavoratori

Il TFR appartiene ai lavoratori

Il TFR, essendo un salario differito, appartiene ai lavoratori che però ne usufruiscono solo quando cessa il rapporto di lavoro, salvo un utilizzo parziale per urgenti necessità familiari, come l’acquisto della casa. Tale diritto, sancito dal Codice Civile (Articolo 2120), spetta solo dopo otto anni di anzianità e la somma richiesta non può superare il 70% della quota accantonata.

Come si calcola il TFR

Il TFR è pari alla retribuzione lorda annua divisa per 13,5 e viene periodicamente rivalutato ad un tasso che si ottiene sommando alla cifra accantonata il 75% del tasso di inflazione programmata. Per avere maggiori delucidazioni consultare il sito www.arealavoro.org.

Scongelare tutto o parte del TFR da questo punto di vista può convenire perché il denaro anziché rimanere nelle casse dell’azienda può essere investito e messo a fruttare in un fondo pensione privato.

Non sempre però il rendimento dei fondi è superiore alla naturale rivalutazione del TFR. Nel breve periodo in genere il TFR si rivaluta più dei fondi. Invece nel medio-lungo periodo, almeno per un arco ventennale, mediamente i fondi rendono di più.

Pensione complementare

Per una gestione accorta della pensione complementare si potrebbe anche sfruttare a proprio vantaggio l’alternarsi dei cicli economici positivi e negativi utilizzando la facoltà prevista dalla legge, di cambiare ogni 10 anni la linea di investimento prescelta.

Per ottenere un buon rendimento e quindi una buona rivalutazione del fondo su cui sarà poi calcolata la pensione integrativa, è consigliabile, soprattutto ai lavoratori più giovani, di orientarsi verso fondi pensione di tipo azionario o misti (azioni ed obbligazioni).

L’investimento azionario, infatti, sul medio-lungo periodo consente di realizzare rendimenti migliori. Il lavoratore può dedurre dal proprio reddito i contributi versati; nel caso di fondi aperti, anche a favore di una terza persona. La somma deducibile ha un tetto: il minor valore fra € 5165 e il 12% del reddito annuo.

Se si è giovani e la pensione è lontana sono preferibili i fondi azionari; se invece la pensione è vicina, sono consigliabili i fondi misti con una quota maggiore di investimento in titoli di Stato ed obbligazioni. Le spese di gestione più contenute sono quelli dei fondi chiusi, poi vengono i fondi aperti. Più onerose le spese per le polizze assicurative previdenziali.

Per quanto riguarda la quota del proprio reddito da accantonare per la pensione integrativa, occorrerebbe investire almeno 10/12% del proprio reddito per 35/40 anni così da ottenere il 20/25% del reddito futuro. Investire tutto il TFR o solo una parte? Anche in questo caso occorre tenere presenti le situazioni e le esigenze personali.

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