Miscellanea

Dati occupazionali della provincia di Bolzano

La persistente crisi finanziaria ha colpito indifferentemente tutta l’Italia; tuttavia, vi sono delle aree che per la loro posizione e per il benessere pregresso sono riuscite ad affrontare le difficoltà con minori ripercussioni sul territorio. Un esempio è rappresentato dalla provincia di Bolzano, i cui dati occupazionali sono incoraggianti. Un ulteriore segnale dello stato di salute di Bolzano è la messa a punto della Borsa Lavoro Bolzano che a partire dal 24 gennaio cambia nome e aspetto, con un nuovo sito dedicato (www.jobs.bz.it) e tante nuove offerte di lavoro e opportunità di incontro tra domanda e offerta. Il portale attuale (www.provincia.bz.it/borsalavoro) resta attivo pur cambiando modalità di navigazione e informazioni.

Lavorare a Bolzano: dati sull’occupazione

Nell’ultimo semestre 2016, la provincia di Bolzano ha registrato una ripresa occupazionale significativa grazie all’andamento positivo di quasi tutti i settori inclusi l’edilizia  che, dopo un lungo periodo di crisi, indica un’inversione di tendenza positiva. Aumenta anche l’occupazione giovanile, in parte per merito della decontribuzione prevista dal Job’s Act con conseguente incremento dei contratti a tempo indeterminato e la nuova forma giuridica delle tutele crescenti. Nel complesso, la crescita generale è ascrivibile alla congiuntura economica generale favorevole. Questo risultato positivo ha comportato la riduzione del tasso di disoccupazione annuo dal 3,2% al 2,9%. Nonostante i segnali positivi, l’obiettivo occupazionale fissato dalla Provincia – 80% dei lavoratori compresi tra 20 e 64 anni entro il 2020 – è però ancora lontano attestandosi sul 76,7%. La disoccupazione giovanile resta alta, ma in linea con la media nazionale, attestandosi su 11,9%, mentre per gli extracomunitari si attesta al 16,1%.

I dati sull’occupazione suddivisi per settore sono ugualmente incoraggianti e positivi per la provincia di Bolzano e interessa tutti i settori e sottosettori, gruppi di lavoratori e zone di provincia, in sintesi:

  • +2,8% su base annua per l’occupazione dipendente;

  • +7,5% settore alberghiero e ristorativo;

  • + 3,9% settore del commercio;

  • + 3,9% servizi privati escluso commercio;

  • +3,4% assistenza sociale;

  • +2,1% attività manifatturiere.

  • +2,4 % attività edilizie (dopo 8 anni scoraggianti);

  • +0,8% istruzione;

  • +0,2% sanità.

Dati negativi, invece, sono stati registrati nei seguenti settori:

  • – 1,1% settore agricolo;

  • -1,3% occupazione nella Pubblica Amministrazione;

  • -2,9% nella attività finanziarie e assicurative.

Dal punto di vista della cittadinanza – al netto delle quasi 1300 naturalizzazioni – sono aumentate le assunzioni di lavoratori provenienti dai “nuovi” Paesi UE (+ 0,7%) e dai Paesi UE storici (Austria, Francia, Germania) del +2,8%. Un forte aumento occupazionale è stato rilevato anche tra i cittadini extra-comunitari (+12,6%). Gli occupati dipendenti di cittadinanza italiana sono aumentati del 2,3% e altrettanto positiva l’incremento dell’occupazione dei cittadini italiani residenti fuori provincia (+9,6%). L’occupazione di donne e uomini sembra seguire un andamento paritario e positivo: aumentano le assunzioni delle donne (+2,8%) così come quelle degli uomini (+2,8%).