Miscellanea

Startup (e App) alla ricerca della felicità

Gli studi scientifici dedicati al tema dell’happiness e pubblicati su riviste internazionali si contano a decine; al punto che molti governi e istituzioni (ONU, OCSE) hanno stabilito una vera e propria happiness agenda (in particolare, si pensi al governo Cameron nel Regno Unito). Ma tale pursuit of happiness non è più soltanto un tema da emendamento costituzionale: anche il mondo delle startup digitali è ormai decisamente sul ‘pezzo’. Nell’era dei Big Data, gli smartphones e i tablet sono sempre più usati come strumento d’indagine e stanno dunque proliferando, letteralmente, le app dedicate a mappare l’happiness …

Startup (e App) alla ricerca della felicità

Gli studi scientifici dedicati al tema dell’happiness e pubblicati su riviste internazionali si contano a decine; al punto che molti governi e istituzioni (ONU, OCSE) hanno stabilito una vera e propria happiness agenda (in particolare, si pensi al governo Cameron nel Regno Unito). Ma tale pursuit of happiness non è più soltanto un tema da emendamento costituzionale: anche il mondo delle startup digitali è ormai decisamente sul ‘pezzo’. Nell’era dei Big Data, gli smartphones e i tablet sono sempre più usati come strumento d’indagine e stanno dunque proliferando, letteralmente, le app dedicate a mappare l’happiness con finalità scientifica, da un lato, e commerciale, da un altro.

Sul primo fronte, il vantaggio di un’app riguarda soprattutto alcuni aspetti statistici: lo smartphone è, infatti, un formidabile e comodissimo (per il ricercatore) raccoglitore di dati. Aumenta il numero di osservazioni a disposizione e la precisione delle informazioni utilizzabili con finalità di ricerca. Permette di valutare, per esempio, con precisione scientifica, l’effetto delle variabili climatiche sull’umore e sul benessere delle persone, come fa Mappiness, sviluppata per il Regno Unito dalla London School of Economics. Oppure si possono semplicemente inviare delle notifiche push all’utente, per chiedergli di auto-riportare il proprio livello di felicità in un preciso momento, su una scala da 1 a 10. Lo fa TrackYourHappiness, progetto di Michael Killingsworth (Harvard), che ha raccolto 4 milioni di osservazioni in tutto il mondo e pubblicato il risultato delle sue ricerche sulla prestigiosissima rivista Science. Palmer, invece, a Princeton, ha lanciato l’Human Mobility Project per tracciare, attraverso il GPS, i trend demografici a livello mondiale. Anche i social network rappresentano un pozzo d’informazioni non indifferente, come mostra il Facebook Research Group, che pubblica frequentemente studi di network analysis. L’Italia in tutto questo non resta a guardare; un esempio virtuoso è quello dello spin-off dell’università statale Voices From the Blogs che, decodificando i tweets postati dagli italiani, ha costruito un vero e proprio osservatorio della felicità. Wired monitora quotidianamente, in collaborazione con il team, un indicatore di speranza, costruito proprio a partire da Twitter, attraverso il progetto Wired Next Index.

Come detto, però, la felicità è anche oggetto di modelli di business e startup che, soprattutto negli Stati Uniti, ottengono molto consenso e ingenti fondi dal Venture Capital. Fondamentalmente, si tratta di app che partono, a volte, dall’evidenza scientifica (per esempio, come le abitudini alimentari più sane si associno ad un maggiore benessere psico-fisico) e altre dalla psicologia positiva (esaltazione di messaggi di gioia, amore, gratitudine) al fine di motivare le persone a compiere determinate azioni e, di fatto, cedere informazioni alle società di marketing, che ottengono così una mappatura sempre più precisa dei gusti del cliente. Gli esempi sono molti e ne abbiamo selezionati solo alcuni tra essi.

Lift è un’applicazione disponibile per iOS, ma utilizzabile anche su Android e WindowsPhone che, come dice il nome, cerca di sfruttare la metafora dell’ascensore. Il modello è semplice: un goal-tracking utilizzabile negli ambiti più disparati, dal fare più esercizio fisico al dormire meglio, basato sul meccanismo di rinforzo positivo della comunità di utenti. Chi scarica l’app si prende un impegno e tiene traccia dei progressi, ricevendo l’applauso e l’incoraggiamento degli altri utenti. In letteratura psicologica, la pressione del gruppo dei pari è un fattore assai motivante per quanto attiene i comportamenti e le abitudini. Lift ha ottenuto 2.5 milioni di dollari da Spark Capital e altri finanziatori, nel novembre 2012.

A proposito di obiettivi da scalare, poi, possiamo citare Everest, un’altra idea che punta molto su obiettivi e missioni per cercare la felicità. In questo caso, è l’app stessa a suggerire, di volta in volta, degli obiettivi (“Corri una mezza maratona” o “Scala una montagna da 8.000 metri”, ma anche “Diventa un papà fantastico”), indicando anche gli step intermedi di un percorso tutto da tracciare. Thiel ha finanziato la startup per 300.000 dollari, ma il suo Business Plan punta a 1.2 milioni di dollari, sopratutto per mezzo, appunto, di potenziali partnership commerciali con le aziende. Vuoi scalare un 8.000 mt.? È possibile che ti serva l’attrezzatura della Nike o della Quechua.

La psicologia positiva invece sottolinea spesso il ruolo della gratitudine e del ringraziamento come missione. Una startup attualmente presente su Kickstarter, Gramr, fa leva sulle emozioni del viaggio ed è pensata proprio per chi, in giro per il mondo, passa molto tempo lontano dalla famiglia o dagli amici senza voler rinunciare tuttavia alle relazioni sociali. Chi si abbona al servizio, riceve ogni mese una confezione con carta da lettera di grande qualità, francobolli, inchiostro o cera-lacca, in modo da poter scrivere una lettera o una cartolina da inviare, con metodi tradizionali, a chi si ama, per significare la propria vicinanza. In poche settimane, Gramr ha già raccolto quattro volte l’obiettivo iniziale di 15.000 dollari.

Ma la felicità ha tante sfaccettature e, nell’accezione epicurea, viene vista sopratutto come assenza di sofferenza. Quale miglior messaggio, dunque, di calma e relax? Sull’onda del sito Donothingfor2minutes.com, che aveva fatto 2 milioni di contatti unici in un giorno, la startup Calm.com ha raccolto 415.000 dollari da un gruppo di Business Angels. Calm è un’app che propone tecniche di rilassamento, pur senza evitare la menzione di meditazione in proposito, perché questa richiederebbe uno sforzo di apprendimento al di fuori dell’obiettivo del fondatore, Alex Tew. Il modello di business è semplice: una versione gratuita con semplici tecniche che può essere integrata da una pro a favore di micro-versamenti periodici a partire da 4.99 dollari. Qualcuno ha fatto anche dell’ironia, scrivendo che gli ‘smanettoni’ iperattivi della Silicon Valley stanno dando di matto per un’app che, finalmente, riesce a calmarli.

Luciano Canova insegna Behavioural Economics alla Scuola Enrico Mattei. Fa ricerca sui temi di felicità e benessere. Su Twitter è @foscocasantica

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