Internazionalizzazione

Il Moscato, tradizione vitivinicola italiana

Che cos'è il Moscato

Nel ricchissimo mondo della produzione vitivinicola del nostro paese, l'uva e il vino Moscato sono probabilmente fra i prodotti enogastronomici più noti e apprezzati anche all'estero. Questo vitigno originario del Mediterraneo sud-orientale venne diffuso nell'Italia meridionale dai coloni greci, fornendo uve e un vino molto amato alle tavole dei ricchi romani, mentre i traffici degli attivissimi mercanti veneziani terminarono l'opera di diffusione del Moscato nel resto d'Europa. Destinata principalmente alla produzione del vino omonimo, quest'uva può anche essere consumata a tavola e produce grappoli di vario colore e grandezza, anche se per antonomasia si pensa soprattutto ad acini gialli o bianchi. Dal sapore intenso, dolce ma non troppo, dai suoi grappoli si ottiene un vino molto aromatico, la cui fragranza ricorda quella del muschio o della noce moscata, a cui appunto deve il proprio nome.

Caratteristiche del vino Moscato

Si sa che ogni clima, zona e metodo impiegato per le viti crea condizioni differenti quanto a composizione e umidità del terreno, clima, quantità di luce, tipo di minerali assorbiti e altro ancora. Ci sono poi da tenere presenti le esigenze specifiche del singolo vitigno, e tutti questi fattori – in parte diversi di anno in anno – influiscono sulla quantità e qualità dell'uva, e di conseguenza sul vino prodotto. La sola certezza è che il Moscato, tradizione vitivinicola italiana per eccellenza, è un vino molto amato, non perché sia un prodotto di facile consumo bensì perché le sue mille sfumature fanno sì che possa andare incontro al gusto di chiunque.

Che cos'è un passito

Come è noto, il vino si ricava dalla fermentazione alcolica dell'uva, cioè la trasformazione in alcol dello zucchero che si trova negli acini, processo che avviene per mezzo dei lieviti contenuti nelle bucce. La vinificazione in seguito impiega differenti metodi di trattamento del mosto, secondo la qualità dell'uva e il tipo di vino che si vuole ottenere. L'uva Moscato è particolarmente adatta a creare un vino passito, cioè un vino il cui procedimento di produzione segue le stesse tecniche dei vini normali, salvo che i grappoli d'uva vengono prima lasciati appassire sulla pianta per un tempo variabile, per concentrare aromi, zuccheri e sali minerali. Il vino che si punta a creare è infatti tipicamente molto ricco di profumo e dal gusto amabile, pur se esistono anche vini passiti secchi, come l'Amarone della Valpolicella. Però il Moscato, tradizione vitivinicola italiana con una storia vecchia di oltre duemila anni solo nella nostra penisola, resta uno dei simboli della nostra produzione di punta dei vini.

Dove si produce

Il vino Moscato richiede preferibilmente un clima caldo, non troppo piovoso e sufficientemente ventilato per periodi abbastanza lunghi. L'uva più pregiata è quella ad acini gialli e giallo-verdi, e vigneti si trovano in quasi ogni regione d'Italia, anche se forse il vino più conosciuto è in assoluto il Moscato d'Asti; ce ne sono però numerose qualità famosissime anche all'estero come il Passito di Pantelleria e lo Zibibbo – entrambi siciliani – oppure il Moscato di Scanzo, un vino passito DOCG prodotto in un piccolo comune della Lombardia. Qualunque ristorante di livello almeno discreto e qualsiasi cantina almeno minimamente curata hanno sicuramente alcune bottiglie di Moscato, prodotto della tradizione vitivinicola italiana fra i più riconoscibili.

Denominazioni DOC e DOCG

Per garantire il rispetto dei corretti metodi di produzione, della giusta qualità d'uva e delle caratteristiche organolettiche che il Moscato – o qualunque prodotto enogastronomico speciale – deve possedere, è stato creato il marchio cosiddetto Di Origine Controllata e Garantita, un'estensione e precisazione del più vecchio Di Origine Controllata. Particolarmente noto nelle denominazioni adottate per il vino, viene rilasciato solo dopo avere accertato che i requisiti posseduti corrispondano perfettamente allo standard ideale per quella varietà, che include caratteristiche organolettiche, zona di produzione, vitigno utilizzato, durata di appassimento, concentrazione degli zuccheri e altro ancora, che fanno del Moscato – simbolo della tradizione vitivinicola italiana – l'amatissimo vino che è.