Imprenditori e Imprese

Finanziamenti per giovani imprenditori: una soluzione sottovalutata?

Hai un’idea innovativa ma non sai come fare di essa il tuo lavoro? L’Unione Europea ti dà una mano!

Di questi tempi, purtroppo lo sappiamo bene, il lavoro scarseggia. La crisi economica e finanziaria che sta mettendo in ginocchio l’Europa da ormai molti – troppi – anni non sembra ancora essere sul viale del tramonto, almeno nel breve termine. E l’Italia non è di certo esclusa da fenomeni drammatici come quello della disoccupazione: secondo gli ultimi dati ISTAT, la percentuale di disoccupati si attesta infatti al 12,7%. La situazione è altrettanto preoccupante se si fa riferimento alla fascia d’età di quanti sono occupati e di coloro che invece ancora non lo sono, o lo sono in modo precario e temporaneo.

I giovani hanno molta difficoltà a farsi largo nel mercato del lavoro, e spesso devono trascorrere anni tra stage, tirocini formativi, impieghi saltuari, a tempo determinato o “a progetto” che però in pochi casi diventeranno stabili e rimarranno quindi incapaci di fornire loro una vera indipendenza economica dalle proprie famiglie.

Eppure le istituzioni comunitarie continuano, anno dopo anno, a riaffermare l’importanza degli “Under 30”, dando ad essi la responsabilità di un futuro europeo più prospero e dinamico.
I giovani sono una risorsa, LA risorsa, e come tale l’Europa non può permettersi di sprecarla: pertanto i progetti di aiuto concreto – anche e soprattutto a livello di agevolazioni e finanziamenti – sono numerosi e di notevole entità.

Tuttavia sono spesso poco conosciuti dai diretti interessati, perché le istituzioni nazionali non li pubblicizzano quanto dovrebbero o perché implicano la necessità di districarsi in questioni burocratiche lunghe e non alla portata di tutti, e risultato è che si finisce col credere che le opportunità non esistano. Quando invece, a ben vedere, ci sono. E potrebbero essere sfruttate più sistematicamente.

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Imprenditoria giovanile grazie al fondo perduto

 

A tal proposito l’Unione Europea spinge gli Stati membri a promuovere l’imprenditoria giovanile, e questo si traduce in una serie di agevolazioni normative e fiscali nei diversi livelli: nazionale in primis, ma anche regionale e provinciale. Non si tratta, quindi, solo di favorire l’occupazione dei ragazzi appena usciti dalle scuole o dalle università: ciò a cui si aspira è che essi diventino i veri protagonisti della vita economica sviluppando capacità imprenditoriali, avviando nuove attività e creando lavoro essi stessi. Trovare un impiego dando impiego, lavorare facendo lavorare.

Vediamo di cosa si tratta.

Una possibilità è quella di ottenere un finanziamento “a fondo perduto”.

Difficilmente un giovane avrà il capitale idoneo ad avviare una attività, e altrettanto difficilmente potrà ottenere un prestito in quanto non dotato delle garanzie necessarie affinché la sua richiesta venga accettata. In loro soccorso giunge allora il fondo perduto: l’erogazione di un capitale per il quale non si chiederà la restituzione né costituirà base di calcolo per interessi.

I soggetti erogatori sono chiaramente enti pubblici nazionali o transnazionali (come quelli europei, appunto, ma anche lo Stato e la Regione, o la Provincia) e nello specifico il supporto finanziario è basato su particolari disposizioni normative tendenti al riequilibrio sociale ed economico del paese.

In Italia il fondo perduto è regolato dalla legge 95/95 (29 marzo 1995 n.95).

Questa legge istituisce agevolazioni per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità al fine di favorire la nascita di nuove imprese create da cittadini di età inferiore ai 36 anni non compiuti.

I destinatari del programma sono i soggetti di età compresa tra i 18 e i 36 anni non compiuti, residenti nei territori cui la legge si applica e che danno vita a nuove società (S.n.c., Ss., S.a.s., S.a.p.a, S.p.a., S.r.l.) e cooperative che non siano ampliamenti, ammodernamenti, riconversioni o ristrutturazioni di società già esistenti.

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Le modalità di accesso

Le iniziative devono riguardare i settori dell’agricoltura, dell’artigianato, dell’industria e produzione di beni e della fornitura di servizi alle imprese. Oltre agli incentivi finanziari all’investimento, sono previsti servizi reali nella fase di preparazione dell’impresa (ad esempio: informazione e accompagnamento alla progettazione, aiuto per la creazione del business plan, formazione imprenditoriale, assistenza tecnica ecc).

La percentuale di agevolazione cambia in base al territorio scelto. L’Unione ha infatti individuato delle aree “depresse”, ovvero zone che si trovano in situazioni di particolare declino o ritardo nello sviluppo, e a seconda del luogo interessato si può arrivare anche ad una agevolazione del 90% del totale (al Sud, mentre nel Centro-Nord la percentuale è inferiore).

 

Per accedere ai finanziamenti bisogna presentare una domanda allegando due copie dell’atto costitutivo della società (o atto notarile che ne provi ‘esistenza); due copie del certificato che provi che la sede della società si trovi in uno dei territori interessati; due certificazioni comprovanti che la composizione della società nascente rispetti i requisiti necessari; due copie del progetto di impresa/studio di fattibilità dell’iniziativa.

 

I contributi statali italiani sono distribuiti da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, sottoposta al Ministero dell’Economia. Essa si occupa di gestire tutti gli incentivi alle nuove imprese e startup, regolando i criteri di selezione per i progetti da finanziare e la loro accettazione e messa in funzionamento.

Per approfondire è quindi consigliato tenere d’occhio il sito o scrivere all’indirizzo mail info@invitalia.it o recarsi alla sede di Invitalia sita in Via Pietro Boccanelli, 30 a Roma.

Ma questa è solo una delle possibilità: sui siti ufficiali degli enti (Regioni, Stato, Unione Europea) sono pubblicati continuamente i bandi attivi e le guide su come usufruirne.

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Il programma “Garanzia Giovani”

L’Unione Europea in particolare ha dato avvio ad un ampio progetto per la lotta alla disoccupazione giovanile rivolto ai Paesi Membri con tassi di disoccupazione superiori al 25%: si tratta di Garanzia Giovani (Youth Guarantee) che almeno per tutto il 2015 – ma è probabile che venga prorogato – cercherà di dare una ventata di aria fresca alla statica situazione formativa e lavorativa dei ragazzi italiani. Per prendere consapevolezza dell’offerta, è sufficiente fissare una appuntamento tramite il sito www.garanziagiovani.gov.it con uno dei centri per l’impiego del proprio comune.
Nella Capitale questi sono numerosi e anche i servizi erogati si differenziano leggermente: infatti non tutti i centri per l’impiego a Roma sono ancora attrezzati per il percorso informativo relativo a Garanzia Giovani.