Ambiente

Cosa fare per ridurre il consumo di plastica: utilizzare detersivi sfusi

La quantità di rifiuti prodotti in Italia negli ultimi due decenni è cresciuta di anno in anno, nonostante la normativa comunitaria – approvata ed accettata da tutti gli Stati membri – obblighi gli stessi ad adottare politiche adeguate relative ad una corretta ed efficace gestione sostenibile dei rifiuti. Associata alla normativa c’è il famoso principio comunitario delle 4R che si fonda su un elemento chiave: la riduzione della produzione di rifiuti. Ciò riguarda tutti i rifiuti – da quelli di uso quotidiano ai pericolosi – e, a maggior ragione, per la plastica, materiale di larghissimo uso e consumo.

Sulla plastica si concentrano buona parte degli sforzi nell’ottica di ridurne la produzione ed il consumo, e di effettuare un’adeguata raccolta differenziata. Il “ciclo” di conclude con un’attenta politica di riuso che tenda a dare una nuova vita al materiale. La plastica infatti può essere riciclata e deve esserlo, nella misura in cui il suo smaltimento in natura ha una durata lunghissima e, quindi, inadeguata al mondo in cui viviamo attualmente. Inoltre la plastica presenta un’altra caratteristica: alcuni oggetti infatti diventano rifiuti prima ancora di essere consumati – come nel caso degli imballaggi – o in pochissimo tempo. C’è quindi bisogno di politiche adeguate che informino e formino la popolazione ad usare meno la plastica e, in caso di consumo, a riciclarla. Ecco quindi alcuni esempi di riduzione di uso della plastica, azioni che è possibile mettere in campo nella nostra vita di tutti i giorni.

 

1. Utilizzare detersivi sfusi. Consumare detersivi alla spina è senza dubbio una delle azioni più virtuose che ognuno di noi possa fare per ridurre l’uso della plastica. I punti vendita di detersivi sfusi sono in costante crescita, e diffusi in tutto il territorio italiano. Il principio base è di portare con sè i flaconi e riempirli “spillandoli” da una macchina apposita. In questo modo il consumatore riutilizzerà più e più volte il medesimo flacone di plastica, ognuno dei quali per detersivo per i pavimenti, per i piatti, per pulire il bagno e così via. Meno flaconi uguale minore produzione di plastica. Una grande mano all’ambiente in cui viviamo.

2. Bere acqua del rubinetto. L’Italia può vantare un’elevata qualità dell’acqua del rubinetto. Non si può dire lo stesso di tutte le altri parti del pianeta. Nel nostro Paese è praticamente potabile ovunque e l’acqua “minerale” ed imbottigliata non può rappresentare l’abitudine sia per motivi economici – l’acqua del rubinetto costa pochissimo e comunque la paghiamo mentre quella in vendita ha un prezzo non da sottovalutare – sia per ragioni ambientali. Beviamo l’acqua del rubinetto ed insegniamo lo stesso ai nostri figli.

3. No alle stoviglie di plastica. Nelle nostre case si fa un uso eccessivo di piatti, posate e bicchieri di plastica – in questo elenco andrebbero inserite anche le cannucce, passione di molti bimbi. L’ideale invece è usare quelle in acciaio inox. Releghiamo le stoviglie monouso a casi particolari come pasti in compagnia di molte persone.

4. Borse per la spesa. Una voce importante del consumo di plastica quotidiano viene da supermercati e negozi: si tratta delle classiche buste per contenere i prodotti acquistati. In questo caso i consigli sono due: utilizzare sempre la medesima busta portandola con sè ogni qual volta si fa a fare la spesa; acquistare un sacchetto di stoffa: lavabili e resistenti, sono anche molto più belli e personali!

5. Pannolini. Da anni oramai sono in commercio i lavabili. Sono generalmente in stoffa e anallergici. Evitano arrossamenti ai bimbi e per i genitori sono in gran sollievo in termini economici. Visto l’elevato consumo, essi consentono di risparmiare un bel pò di soldi.